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"Everybody needs some basket", al via il progetto con il contributo della Fondazione Caritro

Pubblicato in For No Profit il Venerdì 26 Ottobre 2018, 16:00

È stato presentato oggi presso la Sala Conferenze della Fondazione Caritro in via Calepina “Everybody needs some basket”, il progetto pensato da Fondazione Aquila insieme ad Anffas Trentino, Centro Trentino di Solidarietà e ATAS. La scelta del luogo della presentazione non è casuale: infatti, il progetto ha ricevuto il finanziamento della Fondazione Caritro grazie al bando su “Sport e sociale” istituito dalla stessa Fondazione nella primavera scorsa. “Everybody needs some basket” vuole mettere intorno ad una palla da pallacanestro tante persone con esperienze diverse: infatti, giocheranno insieme al sabato mattina, partendo dal domani, sabato 27 ottobre, presso la palestra “Manazzon” di via Fogazzaro ragazzi e ragazze con disabilità, ragazzi inseriti in percorso di recupero da dipendenze, richiedenti asilo e alcuni studenti: e tutto con il supporto delle tre organizzazioni coinvolte sia nella fase progettuale che nella fase di gestione del progetto.

L’idea di base è che lo sport sia davvero uno strumento importantissimo di mediazione tra le persone e durante il progetto si vedrà realizzarsi ciò che ciascun partner proponente cerca di fare nelle proprie attività: infatti, le persone diversamente abili saranno introdotti in attività inclusive, le persone in recupero da dipendenze svilupperanno un percorso di sport che farà bene alla loro salute e li porterà a vivere un’esperienza “normalizzante” in un contesto positivo e valoriale, i richiedenti asilo faranno un’attività che li metterà a contatto con italiani favorendo l’integrazione. Il basket obbligherà i partecipanti a darsi una mano, a superare i propri limiti, a rispettare i compagni e l’impegno degli avversari, ad accettare le sconfitte e a festeggiare le vittorie. A guidare questa squadra di basket, composta da circa 20 giocatori, sarà una coppia di tecnici esperti come Alessandro Giuliani, direttore della Dolomiti Energia Basketball Academy, e Claudio March. Il progetto andrà avanti fino ad aprile, con la squadra che si allenerà tutte le settimane e si ritroverà poi alla sera a vedere le partite della Dolomiti Energia Trentino alla BLM Group Arena: tra gli obiettivi, anche quello di organizzare una sfida a basket con qualche altre squadra ed essere inseriti in attività di supporto nell’organizzazione delle partite della prima squadra.

MASSIMO KOMATZ (Direttore FONDAZIONE AQUILA PER LO SPORT TRENTINO): «Quando qualche mese fa abbiamo letto il bando della Fondazione Caritro abbiamo subito riconosciuto che era di fatto quello che stavamo già facendo: usare lo sport per trasmettere e condividere valori di vita quotidiana. Siamo molto contenti che la fondazione abbia riconosciuto la grande importanza anche sociale che può avere lo sport: negli anni come Aquila Basket e come Fondazione Aquila abbiamo dato vita a numerosi progetti, fa piacere che per questo siamo riusciti a coinvolgere tre organizzazioni importanti».

ANTONIO SIMULA (Direttore CTS): «L’attività sportiva può essere anche un antidoto alle dipendenze, in maniera sana e condivisa. Siamo grati di poter essere parte di questo progetto e di aprire le nostre comunità all’esterno, sono occasioni importanti per i nostri ospiti».

ANDREA BOSETTI (Responsabile Relazioni Esterne ANFFAS): «Vogliamo che il nostro entusiasmo per questo tipo di progetti sia il più possibile coinvolgente: lo sport, e il gioco aiutano e favoriscono l’inclusione, il valorizzare le persone. Sarà bello fare parte di un contesto in cui tutti si aiutano a vicenda andando oltre alle proprie debolezze e alle diversità, ognuno può dare un piccolo contributo settimana dopo settimana».

FILIPPO MANFREDI (Direttore FONDAZIONE CARITRO): «La Fondazione Caritro ha il compito anche istituzionale di sostenere progetti del territorio: credo che il nostro bando unisca due anime vicine ma non per forza sempre conciliate, lo sport e i valori sociali. Lo sport per noi è e deve sempre più essere attivatore sociale, e a giudicare dal numero e dalla qualità dei progetti presentati credo che la nostra sia stata davvero un’intuizione vincente intuizione vincente».