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At First Look | Luke Maye

Pubblicato in At First Look il Giovedì 23 Luglio 2020, 12:00


Luuuuuuuuuukkkkkkeee

Il college basketball è una delle declinazioni più adrenaliniche e genuinamente godibili della pallacanestro nel mondo. 

E Luke Maye è diventato uno di quei nomi che a livello di NCAA fanno ancora brillare gli occhi (o tremare i polsi, a seconda della tifoseria) centinaia di migliaia, se non milioni, di appassionati di college basketball.

Prima di tutto, per questo momento passato alla storia che ha portato North Carolina alla vittoria su Kentucky e alla Final Four (poi vinta) del torneo nazionale americano: 


Questo potrebbe candidarsi a diventare il vostro nuovo video preferito di sempre

E poi perché la sua è una di quelle storie che fanno impazzire gli americani: un ragazzotto un po' impacciato di 17 anni che per entrare a North Carolina ha dovuto fare i provini perché nessuno credeva in lui, e che quattro anni dopo ha lasciato da leggenda uno dei college più rinomati degli Stati Uniti. Quello di Michael Jordan, tanto per fare un nome conosciuto a tutti. 

«La mia carriera a North Carolina, i quattro anni che ho passato al college, sono stati un momento fondamentale della mia crescita come giocatore e come uomo. Sono migliorato molto sul mio gioco, penso al tiro o alla difesa, e ho avuto il privilegio di imparare un sacco di cose da un coach straordinario come Roy Williams. Il segreto è riuscire ad avere sempre spirito competitivo, provare a mettersi sempre in discussione e migliorarsi. Mi ha insegnato ad apprezzare gli allenamenti e il lavoro duro in palestra, l'importanza di essere per le persone intorno a me qualcuno su cui poter contare. Insomma, la mia esperienza a UNC è stata unica e fantastica, non la cambierei con nulla al mondo». 

Piccola nota a margine: la mattina dopo aver segnato quella tripla pazzesca contro Kentucky, Luke alle 8 era regolarmente in aula per seguire le sue lezioni universitarie. 

Doppia standing ovation! 


ON THE COURT

Quando guardi giocare Luke Maye capisci subito di avere a che fare con un giocatore speciale: sarà per il tiro da fuori compatto ed efficace, sarà per il modo in cui sembra sempre avere la situazione sotto controllo, per la capacità innata di leggere le situazioni che si sviluppano su entrambi i lati del campo. 

«Sono un giocatore che lavora duro, che cerca di allenarsi e migliorare giorno dopo giorno e che in campo ha l'obiettivo di fare tutto quello di cui c'è bisogno per contribuire alla vittoria della squadra. Posso giocare in area o sul perimetro, tirare da tre o mettere la palla per terra attaccando il canestro: mi piace lottare per un rimbalzo ed essere il miglior compagno di squadra possibile all'interno del team».

Si intravede quanto lavoro, quanta dedizione, quanta pazienza ci sia stata dietro alla sua crescita e alla sua affermazione come giocatore e come atleta: le stesse armi con cui Luke è pronto a cominciare una nuova avventura che lo catapulterà lontano da casa, lontano dagli Stati Uniti. 

«Posso già promettere ai miei compagni di squadra e ai tifosi di Trento che darò tutto quello che ho: sono sicuro che sarà bello e divertente scoprire l'Italia e la sua cultura, ma non farò il turista, vengo a Trento per giocare a pallacanestro e vincere più partite possibili. E sono sicuro che i tifosi bianconeri ci aiuteranno sostenendoci e spingendoci». 


BY THE NUMBERS

  • 1394 - I punti segnati in 141 partite con North Carolina;
  • 52 - Triple mandate a bersaglio in 34 apparizioni in G-League lo scorso anno;
  • 3 - I fratelli minori di Luke: Cole, Crake e Beau. 

SOCIAL SIDE

«Se non fossi un giocatore di basket sarei un giocatore di football come mio padre... o forse lavorerei nel mondo della finanza e degli investimenti, area in cui mi sono specializzato all'università».

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

New Number. Same Passion. Training camp starts next week! Let’s get to work!

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