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57 partite e tanti ricordi: un anno bianconero negli aneddoti di coaching staff e giocatori

Pubblicato in Lega Basket il Martedì 17 Maggio 2016, 15:27

Dalle incredibili vittorie in Eurocup ai caffè turchi dei coach, dalla radio di Peppe Poeta per finire con i momenti da Shaqtin' A Fool... in salsa trentina

57 gare ufficiali, 30 delle quali on the road, che aggiunte ai 12 test pre-campionato fanno addirittura 69 match complessivamente disputati. Poco meno di dieci mesi di avventura, vissuti assieme, come una famiglia, attraverso centinaia di allenamenti e di pasti, decine di voli aerei e nottate intere passate in pullman.

Una stagione intensa come quella che la Dolomiti Energia Trentino ha appena concluso potrebbe essere ricordata in tanti modi differenti. Giocatori e staff della squadra bianconera lo hanno fatto fissando alcuni momenti che porteranno per sempre con sé da questa folle corsa. Dalle vittorie contro l’EA7 Milano e la Grissin Bon Reggio Emilia in Eurocup, a quella del PalaSerradimigni contro il Banco di Sardegna Sassari, per non parlare di tutta la straordinaria cavalcata europea. Senza tralasciare  tanti aneddoti di vita passata in viaggio, tra le birre dei tifosi tedeschi e i caffè turchi del coaching staff, per finire con gli scivoloni in doccia e...con i momenti degni di un vero e proprio Shaqtin' A Fool in salsa trentina!

Dominique SUTTON (Ala DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): “Un vero momento degno di “Shaqtin a’ Fool” è stato sicuramente quello delle due schiacciate di Lockett su Poeta in occasione dell’All Star Game, che sono costati quattro punti di sutura al povero Peppe. Indimenticabile”.

Toto FORRAY (Play DOLOMITI ENERGIA TRENTINO):Ci sono stati un sacco di bei momenti, coronati in particolare con le vittorie in Eurocup contro Milano e Reggio Emilia, avversario che non avevamo mai battuto in campionato e che siamo riusciti a superare due volte in Eurocup”.

Davide PASCOLO (Ala DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): “Ho molti ricordi positivi legati a quest’annata, mi vengono in particolare in mente quelli legati alle nostre trasferte europee. Ricordo che a Oldenburg, in hotel io e Toto Forray abbiamo fatto conoscenza con dei tifosi tedeschi che ci hanno regalato delle sciarpe, invitatandoci a fare un giro con loro in centro. Noi siamo stati al gioco, e oltre a qualche risata, ammetto ci è pure scappata una ottima birra tedesca”.

Luca LECHTHALER (Centro DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): Ci sono stati momenti di difficoltà e di felicità, in tutti ci siamo divertiti con squadra e staff: d’altronde, si è creato un gruppo fantastico. Il momento più bello? Sicuramente la vittoria a Milano in Eurocup”.

Christian VERONA (Preparatore fisico DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): “Concordo con Luca nell’identificare nella vittoria di Milano il momento più bello della stagione. Personalmente, però, da modenese, i 19 punti rifilati a Reggio Emilia al PalaBigi in Eurocup sono stati indimenticabili. Di questa stagione, però, ci sono tante cose da raccontare: le passeggiate, le risate, i tanti litri di caffè condivisi proprio con Lechthaler ad ogni ora del giorno: il nostro lavoro è stato caratterizzato da un continuo mix di momenti seri e meno seri”.

Trent LOCKETT (Ala DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): “È stata una stagione fantastica, personalmente la cosa che ricordo con più piacere è stato il percorso in Eurocup. Si pensava potessimo uscire al primo turno, invece siamo arrivati in semifinale a discapito di club ben più attrezzati economicamente. Il singolo momento più divertente? Sicuramente quando Wright ha fatto cadere Pascolo in allenamento. Gli ha fatto un crossover e Dada è scivolato malamente come un novellino”.

Jared BERGGREN (Ala/Centro DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): “Non è stato facile venire a metà della stagione, ma dal primo giorno avevo potuto notare quanto affiatato e unito fosse questo gruppo. Non c’è stato un singolo momento da ricordare, personalmente sentir anche solo parlare Sanders, Poeta, Wright e Sutton, in pullman, hotel o in aereo mi ha sempre fatto divertire.  In particolare, i siparietti tra Sutton e Poeta, sempre a spintonarsi e a far finta di darsele, giocando a fare i duri. Peppe dice sempre che gliele darebbe, però Sutton è bello grosso: forse dovremmo metterli uno contro l’altro, solo per vedere chi dei due avrebbe la meglio!”

Johan LOFBERG (Guardia DOLOMITI ENERGIA TRENTINO):Tra le cose più divertenti che ricordo c’è sicuramente Peppe Poeta e la sua radio nello spogliatoio. Continua a mettere musica e a cantare, urlando e inventandosi le parole”.

Peppe POETA (Play DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): “Sutton non ha una chance con me, anche se dall’esterno non sembrerebbe. Lofberg ha ragione, provo a cantare, anche perché qualcuno ruba sempre la mia cassa. Più che uno spogliatoio, se penso ai nostri giocatori italiani, il nostro sembra essere una curva: sono tutti malati di calcio, e in particolare Pascolo è pazzo della sua Udinese. Svelo in esclusiva che il motivo per cui siamo usciti così presto dai playoff è che Pascolo non voleva perdersi la partita d’addio al calcio di Antonio Di Natale al Friuli di Udine”. 

Julian WRIGHT (Centro DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): “Personalmente, il momento più bello e importante della stagione è stato quello della vittoria a Sassari. In quell’occasione, senza Sanders, eravamo riusciti a battere i campioni d’Italia oltre che una squadra che all’epoca disputava l’Eurolega, e la cosa ci ha dato la carica e la consapevolezza di potercela giocare contro chiunque, in Italia e in Europa”.  

Diego FLACCADORI (Guardia DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): “È stata una stagione fantastica e importante per tutti noi: abbiamo condiviso gioie e dolori, momenti più e meno belli. In particolare nella seconda parte di stagione abbiamo perso molte gare di fila e c’era il timore di non accedere ai playoff. Ma il nostro spogliatoio è rimasto sempre solido, mantenendo la serenità e la spensieratezza che ci hanno sempre contraddistinti, anche grazie alla capacità di persone come Forray e Poeta di strappare un sorriso a tutti, in ogni momento”.

Will CUMMINGS (Guardia DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): Sono arrivato qui da qualche settimana, ma ho già avuto modo di apprezzare il calore dei tifosi: è semplicemente incredibile, nella gara contro Milano ci sono stati vicino dall’inizio alla fine. Trento sembra proprio un bel posto dove giocare a basket”.

Filippo BALDI ROSSI (Ala DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): “Nel fare un recap della stagione, non posso ignorare, ahimé, l’infortunio di Reggio Emilia, che ha segnato la mia stagione in negativo, dopo un’ottima prima parte in cui mi ero integrato alla perfezione e trovato un buonissimo stato di forma. D’altra parte, ricordo con grande piacere la vittoria a Sassari: sbancare il PalaSerradimigni contro i campioni d’Italia disputando una prestazione semplicemente incredibile è stato fantastico. Per non parlare della cavalcata in Eurocup: tutti ci hanno sempre dati per spacciati dall’inizio alla fine, eppure siamo arrivati a un passo dal giocarci la finale”.

Davide DUSMET (Assistente Allenatore DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): “Il momento più divertente della stagione si è consumato a Bonn, in trasferta. Eravamo in albergo la sera prima della partita, con lo staff: ricordo che ci fu un siparietto carino con Jared Ralsky, che venne approcciato da un canadese, che aveva bevuto qualche birra di troppo. Da lì partirono le risate e i classici luoghi comuni tra americani e canadesi”.

Vincenzo CAVAZZANA (Assistente Allenatore DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): “È stata una bella stagione, ricca di momenti simpatici, ci sarebbero davvero troppe cose da raccontare in particolare riguardo le nostre innumerevoli trasferte europee”.

Jamarr SANDERS (Guardia DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): “Per quanto mi riguarda, il momento “Shaqtin a’ Fool” della stagione c’è stato quando, subito dopo la gara di campionato persa a gennaio contro Milano, mi tagliai al polso scivolando sotto la doccia. Ripensando a quanto male mi feci forse non c'è poi molto da ridere, ma lì per lì, fui così goffo che tutti mi presero parecchio in giro”.

Maurizio BUSCAGLIA (Coach DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): Forse il grande salto di qualità compiuto quest’anno può essere ben rappresentato dall’accoglienza riservatami dalla curva di Milano, che aveva destinato un coro non propriamente elegante a mia madre e a mia sorella. Al di là di questo, ci sono molte cose da ricordare, penso ad esempio al record di caffè turchi quando dovevamo far scalo a Istanbul da Trabzonspor ed erano saltate due coincidenze. In quell’occasione, continuammo l’esperienza del caffè turco che avevamo già intrapreso in precedenza e passammo poi una notte molto impegnativa”.