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U16, il bilancio di coach Marchini: "Ci siamo divertiti migliorando"

Pubblicato in Giovanili il Lunedì 27 Giugno 2016, 10:54

Il responsabile del settore giovanile aquilotto fa l'analisi della stagione dopo l'eliminazione ai quarti contro i vincitori del titolo di categoria di Ragusa

Conclusa ai quarti delle Finali Nazionali di categoria l'avventura della Dolomiti Energia Trentino U16, anche per l'ultima delle formazioni giovanili aquilotte a terminare la stagione è tempo di bilanci. Queste le parole che Alessio Marchini, allenatore del gruppo under 16 oltre che responsabile del settore giovanile bianconero, si è sentito di scrivere domenica, proprio poco prima che la Pegaso Ragusa, formazione che venerdì pomeriggio aveva eliminato Aquila Basket ai quarti di finale, sconfiggesse 73-52 nella finale per il titolo under 16 la Benetton Treviso.
 
ALESSIO MARCHINI (Resp. Settore Giovanile e coach U16 DOLOMITI ENERGIA TRENTINO: "Sto scrivendo queste righe sulla stagione sportiva appena conclusa con le Finali di Caorle forse per un mio bisogno, probabilmente perchè la ritengo un'esperienza significativa in cui, come in un puzzle, tutti i pezzi sono andati al loro posto. O più semplicemente per il desiderio di condividere con Voi la gioia che ho provato, da allenatore, nel vedere i nostri ragazzi abbracciarsi e commuoversi per essere arrivati dove non credevano possibile e soprattutto non arrendersi proprio mai.
 
Mentre scrivo sappiamo che la Finale verrà giocata da Ragusa e Benetton Treviso ovvero tra le sole 2 squadre con cui abbiamo perso in terra veneta. Ennesima dimostrazione del valore del risultato dei nostri atleti. Oltre chiaramente la mia Societa' che finora mi ha permesso di lavorare a Trento mostrandomi sempre grande fiducia, voglio ringraziare il mio Staff, quindi Nenad, Beppe, Tovi, Bruno e Ivan che, chi per l'intera stagione chi anche solo per l'ultimo periodo, sono stati preziosissimi lavorando sempre con passione e competenza  e sopportando la mia faccia spesso imbronciata, le mie continue richieste e i miei alti e bassi.
Un grazie va a Mariano che ha scorazzato Erik, Mark e Matteo permettendo loro di allenarsi lontano da casa e a tutti gli allenatori Aquila ... Claudio, Thomas, Depa e Nicolo' che in un modo o nell'altro abbiamo sempre sentito vicino. Anche Maurizio, Vincio e Dudu seppur in modi e tempi diversi si sono interessati, ... perche' a volte basta poco, due chiacchiere con i ragazzi, una partita vista, un sorriso ...
Voglio ricordare Marco Lunardi e il Pool Westar che hanno visto nella società Aquila Trento e nei suoi allenatori la situazione congeniale per poter far crescere i ragazzi sopra menzionati e negli anni scorsi hanno compiuto un lavoro straordinario.
Non posso dimenticare i nostri genitori che sono stati FANTASTICI in quanto non ricordo un solo momento in cui abbiano invaso il territorio della squadra o costruito alibi ai propri figli ... molto spesso la causa della fragilità dei ragazzi stessi. Hanno mostrato da subito una fiducia incondizionata ( l'unica vera FIDUCIA che conosco ) nel nostro lavoro senza mai lagnarsi del mio modo di trattare i loro figli, anzi supportando le nostre continue richieste di " alzare l'asticella" e sopportando i tanti impegni tra campionato, tornei e amichevoli ( ... ben 44 partite ). Anzi dal primo giorno ci hanno sempre sostenuti e fino a due giorni fa hanno tifato con una passione e una correttezza incredibili dando dimostrazione di cosa sia educazione e sportività.
 
Infine devo ringraziare i protagonisti di questa corsa, i nostri giocatori che ho visto crescere individualmente e nella coesione di squadra ogni singolo giorno. Non ricordo più di tre allenamenti in cui siano stati sotto il livello di sufficienza  mostrando una maturità che non credevo, seguendo sempre le richieste provenienti dallo Staff e provando sempre a trovare le soluzioni alle difficolta' che il campo proponeva.
Per finire l'aspetto piu' importante va trovato nella chimica che si é creata: da una parte i 3 Pescantini (come li chiamo io ) che hanno portato un'etica del lavoro e un'energia incredibile, dall'altra i ragazzi trentini che da subito si sono dimostrati eccezionali nell'accoglierli  senza nessun tipo di rivalità o presunto problema.
Ovvero l'importanza di essere SQUADRA, di lavorare insieme per un obiettivo comune accettando il proprio ruolo per il bene degli altri anche quando significa stare in panchina o in tribuna e magari sentirsi dire da me che non avevano tifato abbastanza...
 
A chi mi chiede:  come e' andata quest'anno?  rispondo " mi sono proprio divertito !"