L’Aquila Basket arriva in serie A guidata in panchina da coach Buscaglia: per il 45enne coach umbro si è trattato dell’ottava stagione sulla panchina bianconera e la terza promozione con Aquila Basket. Infatti, dopo la promozione in B2 del 2005, è arrivata quella in LegaDue nel 2012 e quella in serie A di pochi giorni fa (nel 2008 la promozione con Perugia in B1). A distanza di qualche giorno dalla gara 3 contro Capo d’Orlando coach Buscaglia inizia a realizzare il significato della stagione meravigliosa appena conclusasi. «Piano piano sto cominciando a rendermi conto di quello che abbiamo fatto: è stata una stagione tiratissima, in cui non ci siamo mai fermati, in cui siamo stati concentrati e attenti al minimo dettaglio. E poi all'improvviso è arrivata la festa in città, i tanti messaggi e le telefonate di complimenti e ringraziamenti, l'affetto della gente: devo ancora realizzare del tutto la situazione». E l'accoglienza che Trento ha riservato a coach Buscaglia e a tutti i suoi ragazzi di ritorno da Capo d'Orlando è stata a dir poco entusiasmante: «L'amore e l'affetto della gente per noi è stato davvero incredibile, un sentimento che va molto oltre alla pallacanestro: ci vogliono bene, ci hanno sommersi di baci e abbracci, ho cercato di stare insieme a loro il più possibile, parlare coi tifosi ed ascoltarli. Adorano questa squadra e questi giocatori non solo in quanto professionisti che giocano a basket, ma soprattutto in quanto ragazzi, in quanto uomini, e non può esserci cosa più bella». Un risultato, quello della promozione in serie A, figlio anche della grande competenza e dedizione dello staff tecnico che ha collaborato con Buscaglia: «E' stato il grande lavoro quotidiano a fare la differenza: è stato un lavoro ben organizzato, in cui ognuno nello staff tecnico e medico era sempre alla stessa pagina del libro, e che ci ha permesso di arrivare ai momenti decisivi della stagione nel migliore dei modi, anche fisicamente. Questa grande continuità in palestra poi era evidente nel modo in cui giocava la squadra, stimolata e motivata dal nostro modo di lavorare insieme: giocare a questi ritmi e così spesso non ci ha tolto energie, anzi, ci ha dato costantemente forza e nuova linfa». Nel cercare un titolo a quest'incredibile annata, l'allenatore campione della Lega Gold non ha grossi dubbi: «La parola con cui definire questa stagione? L'hanno usata in tanti, ma non riesco a trovarne una più azzeccata: STRAORDINARIA. E i momenti significativi sono stati tantissimi: tra tutti, quello che riassume meglio la nostra mentalità e la nostra forza è stato nel pre-partita di gara 4 a Torino. Fin dalla sera precedente in albergo ho avuto la percezione che negli occhi dei miei giocatori ci fosse la voglia di non volersi fermare lì, di non volersi accontentare di una stagione comunque fantastica ma di volere vincere ancora e arrivare fino in fondo. Un tipo di concentrazione e di atteggiamento che ho visto altre volte durante la stagione, già in regular season, ma gara 4 era il momento decisivo dell'anno perché eravamo in trasferta e spalle al muro».


"Ciò che avete fatto è motivo d'orgoglio per la comunità trentina"
"Non snatureremo il nostro modo di essere e lavorare"