A tre giorni dall’esordio ufficiale in maglia bianconera, Darius Brown II è stato presentato al quartier generale di Aquila Basket Trento. Introdotto dal direttore sportivo Rudy Gaddo, il playmaker americano ha raccontato la sua decisione di scegliere Trento e le aspettative per la sua nuova esperienza in bianconero.
Darius Brown II: «Mi piace molto la città di Trento perché mi ricorda il periodo al college»
23/09/2026

Rudy Gaddo Direttore Sportivo Dolomiti Energia Trentino
«Darius Brown II è stato uno dei primi giocatori sui quali, insieme a coach Rossi, abbiamo ragionato nel corso del mercato, che ormai è alle nostre spalle visto l’imminente esordio. L’operazione ha richiesto un po’ di tempo e abbiamo dovuto essere pazienti, come spesso ci capita nelle nostre estati di lavoro. Siamo molto contenti di avere Darius alla guida dell’autobus nel corso di una stagione che sarà estremamente intensa e nella quale siamo fiduciosi di poter contare su di lui in cabina di regia».

Darius Brown Playmaker Dolomiti Energia Trentino
«Trento per me erano una serie di fattori che si incastravano nel modo giusto. Dovevo decidere se restare in America o venire in Europa e Trento mi sembrava la scelta più giusta. Finora è stato tutto perfetto e mi sto trovando molto bene qui. La mia prima esperienza overseas è arrivata a 27 anni, perché ho finito il college a 25 anni e volevo trascorrere due anni in G League per provare a raggiungere l’NBA, e sono contento di esserci riuscito. Per continuare la mia carriera in Europa, invece, Trento mi è sembrata la scelta giusta. Sono molto felice di iniziare questa nuova esperienza e non vedo l’ora di conoscere meglio il modo di giocare qui, capire le differenze rispetto alla pallacanestro americana e confrontarmi con una maggiore fisicità. Le prime impressioni sulla squadra sono ottime. I miei compagni sono delle ottime persone: ho già giocato contro Charlie Brown Jr. e Quincy Olivari in G League e contro Isaiah Bigelow al college. Sono contento anche del gruppo italiano e sto imparando molto da loro. Essere chiamato a guidare la squadra? Sono entusiasta che il coach e la dirigenza abbiano scelto me per questo ruolo. Fa parte del mio modo di giocare e mi piace assumermi questa responsabilità. Mi piace molto la città di Trento perché mi ricorda il periodo al college a Utah State, dove ho vissuto un’ottima stagione. Mi piace svegliarmi e avere le montagne intorno, preferisco le città piccole come Trento rispetto alle grandi metropoli. Inoltre, il cibo è ottimo e nell’organizzazione ho trovato delle persone fantastiche».








