Secondo appuntamento con l’anticipo del venerdì su Rai Sport2 (20.45) di Legadue-Eurobet, il Campionato che accende l’Italia . Questo venerdì diretta dal PalaSanfilippo di Brescia dove la Centrale del Latte Brescia ospiterà l’AcegasAps Trieste.

Se Brescia è tornata al grande basket lo scorso anno dopo 19 anni di assenza, la Pallacanestro Trieste 2004 riporta in auge una città (ultima partecipazione a un campionato professionistico nel ‘03/’04 in serie A con la squadra guidata da coach Pancotto, ma era un’altra società, non l’attuale) che vanta lunghissima tradizione e storia nel mondo del basket: dalla Ginnastica Triestina (Campione d’Italia 4 volte, nel 1930, ’34, ’40 e ‘41) all’era Stefanel di Boscia Tanjevic negli anni ‘90. Passando ai tanti figli di questa città diventati grandissimi personaggi del nostro basket.: dal carismatico e mitico Cesare Rubini, cui è ora intitolato il Pala Trieste, a Giulio Iellini, play della grande Ignis Varese, ad Alberto Tonut (il figlio gioca nella Trieste di oggi), all’era di Boscia Tanjevic e dei suoi figlioli, Sandro De Pol e Gregor Fucka per dirne solo due. La Pallacanestro Trieste 2004 ha conquistato la Legadue in un gara5 vinta con Chieti giocata davanti a quasi settemila spettatori per dire della passione della città giuliana e di quello che può dare al basket

IL PUNTO - In questo avvio di stagione, Brescia è stata eliminata nelle Qualificazioni Final Four Eurobet 2013 al primo turno da Casale Monferrato p (vittoria in casa in gara 1 di 2, ma poi ha ceduto al ritorno) e perso a Jesi alla prima giornata di campionato, Trieste si è qualificata invece ai quarti di Final Four Euorbet 2013 eliminando la Tezenis Verona nel primo derby dell’anno ( vittoria in trasferta in gara1, ma ko in casa al ritorno, salvando però la differenza canestri) e poi esordito con un successo al Pala Rubini in campionato, mettendo ko l’Aget Imola.

LA SITUAZIONE E I TEMI DELLA GARA - La Centrale del Latte, come detto, ha esordito con un ko alla prima giornata: a Jesi (73-58, Brkic 15, Jenkins 12, male al tiro da tre di squadra, 22.2%)) dopo aver tenuto testa alla Fileni per circa 30’. La squadra di coach Martelossi (al suo primo anno sulla panchina bresciana: curiosità, lui è di Udine, ma si sente triestino adottivo avendo preso casa e residenza proprio nella città giuliana dove vive con la consorte, la ex giocatrice Samanta Gori) si è sciolta nell’ultimo quarto , un po’ per una tenuta fisica non ancora ottimale, un po’ per un coesione ancora da amalgamare: tutte e due le cose riconducibili anche al fatto che la squadra è stata formata in ritardo, tra fine agosto e primi di settembre. Per la neo promossa di coach Dalmasson, confermato per il terzo anno sulla panchina triestina dopo la promozione ottenuta lo scorso anno, invece esordio convincente al Pala Rubini davanti a quasi 3mila spettatori: battuta l’Aget Imola >(74-64), resistendo alla rimonta della squadra di coach Fucà e mettendo il break decisivo in apertura di ultimo quarto. Subito, per Trieste, fondamentale l’esperienza e la personalità di Jobey Thomas (per il 32enne di UNC Charlotte, in Italia arrivo nel ’04 in Legadue prima a Imola e poi Ferrara, poi in A 2 anni a Montegranaro ,1 all’Olimpia Milano, 2 a Varese e la scorsa stagione a Treviso, 10.3 punti a gara: domenica scorsa con Imola, 21 punti, , 6/10 da 2, 2/4 da 3, 5/6 ai liberi, 4 rimbalzi, 3 recuperate e 3 assist) che ha messo i canestri spacca partita: dal 57-61 al 69-62 9 punti in 3’30’ per Jobey e partita ribaltata. Del resto l’AcegasAps ha puntato su due USA temprati e vaccinati, l’altro è Brandon Brown (il 31enne di Tulane Un., è arrivato in Italia nel ’05 tutti campionati di A, ad Avellino, poi 3 anni a Teramo, 1 a Cremona e lo scorso anno ritorno a Teramo con 10.1+5.8 in 27’’: domenica con Imola, subito doppia doppia 14+10 e 6/9 da 2) proprio per metterli alla guida, insieme a capitan Carra, di una banda di giovani che la Pallacanestro Trieste 2004 ha allevato in casa facendone il gruppo della squadra che ha conquistato il ritorno nel grande basket, con il 19enne play Michele Ruzzier (al suo debutto in Legadue 9 punti e ben 7 rimbalzi in 21’) fiore all’occhiello già benedetto anche da Boscia Tanjevic., Il comunitario di Trieste è Nikita Meschiariakov, bielorusso di 24 anni e 204cm, ala forte, arrivato dal college di Wake Forrest (in precedenza anche Georgetown) dove lo scorso anno è sempre entrato in quintetto per 25’ a gara e 8 punti di media

A Brescia, invece la presidente Graziella Bragaglio e il marito patron Matteo Bonetti, dopo un po’ riflessioni, stanno proseguendo l’opera di coinvolgimento delle forze economiche delta città, stanno ottenendo le prime risposte (di pochi giorni l’impegno degli amministratori dello storico EIB di farlo tornare la casa del basket come negli anni ’80) e quindi alla fine hanno cercato di costruire una squadra che possa salvarsi tranquillamente e magari ripetere l’impresa play off dell’anno scorso: E proprio stamattina, 15’ prima della chiusura per tesseramenti di questa settimana, l’ultimo colpo con l’arrivo di Gino Cuccarolo, 25enne gigantesco pivot di 220cm e 125kg, cresciuto nella Benetton Treviso , con cui ha giocato in A lo scorso anno (prima anche a Biella) con 2.5 punti e 2.6 rimbalzi, un’esperienza in Legadue nel ‘07/’08 all’Agricola Montecatini (2.9+1.9 in 8’ a gara, 64% da 2). A completare la rivoluzione: via coach Dell’Agnello e il gm Costa, artefici del ritorno in Legadue e dei play off al primo anno, che hanno cercato nuovi traguardi in altri lidi (Forlì), della squadra dello scorso anno sono rimasti solo due giocatori, tra l’altro Andrea Scanzi,, oggi capitano,,e Stevan Stojkov, che partivano dalla panchina. Arrivi importanti come David Brkic, insieme a Maggioli tuttora uno dei migliori lunghi di Legadue, poi il greco Nick Barlos (33 anni, ala di 203cm,dal Panionios Atene ma anche Aek e Olympiacos Atene, Aris Salonicco e tanta Nazionale greca), poi due Usa di grido come JR Giddens (27 anni, ala di 196cm,ex prima scelta Bosotn Celtics nel 2008, lo scorso anno al Paok Salonicco) e Michael Jenkins (26 anni, guardia-play ,esperienze nei campionati belga, tedesco e montenegrino) per trascinare il pubblico e dare spettacolo, poi il giovane 20enne play argentino di proprietà EA7 Milano Juan Fernandez e poi altri giovani interessanti, come Federico Loschi (dall’Assigeco Casalpusterlengo in DNA un ottimo campionato, lo scorso anno) e il dinamico e atletico 19enne Eric Lombardi da Biella (e nel giro delle Nazionali giovanili). Ora occorre trovare coesione e quadratura del cerchio: servirà un po’ di tempo:ma anche un po’ di morale. Per questo, la Leonessa sfodererà tutti gli artigli che ha pur di portare a casa la prima vittoria dell’anno in questo anticipo con Trieste. Che invece cerca il primo blitz dell’anno. Appuntamento su Rai Sport 2, e poi alla fine, su legaduebasket.it e sul suo canale youtube con “Voci dal campo”, le prime reazioni dei protagonisti a caldo già dopo circa 30’ dalla fine della gara

LE ULTIME DAI CAMPI – Settimana di lavoro per coach Martlossi senza intoppi e con l’obiettivo di inserire Cuccarolo, oltre a migliorare la chimica di squadra. Anche Dalmasson in questa settimana corta (soltanto tre i giorni a disposizione per preparare il match) ha lavorato con la squadra al completo sia sui video della squadra di Martelossi sia sull'esecuzione dei giochi offensivi. La squadra partirà venerdì mattina per Brescia.

LE PAROLE DELLA VIGILIA – In casa bresciana coach Martelossi, come detto triestino acquisito, si esprime così: “Della partita di Jesi salvo l'attenzione sulla preparazione tattica alla gara, dato che era la prima volta che la organizzavamo realmente.Non salvo la brutta mentalità con cui abbiamo chiuso la gara. Dobbiamo ancora ovviamente migliorare il ritmo di gioco. Siamo indietro per i motivi noti, ma non c'e un tempo prefissato per recuperare: il tutto sta nella reattività di noi tutti, un dato di fatto è che il campionato è iniziato e non ci attende. Jernkins e Giddens devono diventare la scintilla d'attacco, anche se francamente la chimica di due esterni USA potenziali realizzatori e'sempre la più difficile da trovare. Trieste è un avversario che parte avvantaggiato come tutte le squadre neopromosse, che mantengono inalterata struttura, coach ed in più dalla loro hanno l’entusiasmo. Le problematiche tattiche saranno legate alla versatilità dei loro giocatori di riferimento che ben conosciamo. Mi aspetto da tutti indistintamente il desiderio di crescere, ma soprattutto la solidità necessaria per ogni giocatore italiano che si rispetti”

David Brkic è il giocatore italiano di punta a cui Brescia chiede leadership, ecco le sue motivazioni e i suoi pensieri:La motivazione principale è di passare un anno sereno e nello sport serenità coincide con vittoria

Le impressioni generali sulla squadra sono buone, ma dobbiamo ancora migliorare tanto. Trieste è molto avvantaggiata oggi rispetto a noi avendo un gruppo che già si conosce e avendo aggiunto due americani che già conoscono bene il nostro campionato. Dobbiamo tenere d’occhio Filloy e Thomas e limitare Brown che sono i tre terminali d’attacco principali.

Noi abbiamo bisogno di crescere in tante cose: dalla malizia, alle letture tattiche senza però farci prendere dalla frenesia se ancora nel breve periodo faremo fatica. Chiedo ai nostri tifosi di venire numerosi e di sostenerci perché sono sicuro che li faremo divertire. Penso di dover essere un punto di riferimento per la squadra soprattutto perché sono il più esperto della categoria, per i tifosi invece spero che si affezionino alla squadra prima di tutto”.

Michael Jenkins parla delle sue prime impressioni: “Mi piace molto la nostra squadra. Abbiamo tanti pezzi buoni per disputare una stagione da protagonisti, dobbiamo solo costruire e capire meglio alcuni passaggi tecnici e migliorare la nostra chimica. Il campionato mi piace, credo che sia molto difficile e competitivo in ogni partita. Gli USA di Trieste? Non conosco Jobey Thomas personalmente, ma siamo entrambi del North Carolina e le nostre Università sono a 30 km l’una dall’altra. Lui è più vecchio di me di qualche anno e questo non ha permesso ci incontrassimo sui campi di gioco. Non conosco Brandon Brown, sarà quindi la mia prima partita contro entrambi. So comunque che sono giocatori importati: sarà una bella sfida, che noi vogliamo vincere”

Sul fronte AcegasAps ecco coach Dalmasson: Sono molto soddisfatto del match vinto domenica perché nonostante si dicesse in giro che Imola non fosse attrezzata per la categoria, sapevo che sarebbe stata dura proprio per l'enorme esperienza di tutti i giocatori a loro disposizione, da Foiera a Valenti, da Masoni a Zagorac. Ci siamo fatti forza nel momento di difficoltà appoggiandoci ai nostri giocatori più esperti, e in questo Jobey ci ha dato una grossa mano. La trasferta a Brescia sarà per certi versi una partita simile: loro si sono assemblati da poco ma hanno tantissimo talento, hanno qualità superiori alle nostre e dovremo giocare sul nostro essere squadra per avere la meglio. Temo la loro fame dopo la sconfitta di domenica e la capacità di Martelossi di tirar fuori il massimo da situazioni difficili; suppongo non avranno un gioco molto strutturato conoscendosi da poco, ma questo può essere un vantaggio per loro per l'istintività di molti giocatori. Jenkins è un ottimo realizzatore, lo conosco bene perchè ci era stato proposto, mentre Giddens è stato una prima scelta dei Celtics, e certi risultati non si raggiungono per caso. Il nostro Ruzzier? Può arrivare in alto ma dipenderà molto dall'approccio al lavoro che avrà in questi mesi, deve aver voglia di studiare il gioco e migliorarsi di giorno in giorno, evitandosi di sentire arrivato perché ha esordito in Legadue: se lo farà bene, non vedo limiti alla sua carriera.

Jobey Thomas racconta le sue prime impressioni dela sua nuova avvnetura: “Questo campionato di Legadue è davvero tosto, ci sono moltissimi giocatori provenienti dalla serie A, campioni d'esperienza e ragazzi con medaglie olimpiche in bacheca. Il livello è ottimo, mi marcano molto più stretto rispetto alla serie A e così devo costruirmi tiri da solo: mi piace, nel basket non si smette mai di migliorare. Siamo una squadra giovane, partiamo con l'obiettivo di salvarci ma serviranno cinque-sei partite per capire davvero il nostro valore. A Trieste mi trovo già molto bene, l'ho scelta perché tutti me ne hanno parlato benissimo: i tifosi sono stati il nostro sesto uomo sia con Imola sia nel ritorno di Coppa con Verona. Mi trovo benissimo e aspetto curioso di fare la conoscenza con questa regina della città di cui tutti mi parlano, la bora. Unica cosa negativa che mi manca molto la mia famiglia, che mi raggiungerà a novembre, soprattutto Jobey jr che deve ancora compiere un anno. Per fortuna i tifosi ci fanno sentire il loro calore e ci stanno vicini come pochi: domenica sono stati decisivi come noi”

Ed ecco le emozioni proprio del debuttante Michele Ruzzier: “Sono orgoglioso di aver debuttato da professionista nella mia città, davanti ai miei amici, sul parquet dove ho visto giocare i campionissimi della serie A: domenica ho sofferto molto il primo quarto e forse l'aspetto emotivo ha fatto la sua parte, poi mi sono ripreso bene proprio perché sapevo che il pubblico mi avrebbe sorretto. La mia prima esperienza di giocare con due Usa?Mi i trovo bene Jobey e Brandon sono due grandi professionisti, lavoratori che rimangono a provare i tiri anche a fine allenamento: non mi immaginavo di vedere tanta etica del lavoro da parte di gente che gioca da 10 anni in serie A. Da loro c'è solo da imparare, sono capaci di insegnarti una cosa senza dirtela, dote molto rara nel basket di oggi. La partita con Brescia sarà difficile perché saranno arrabbiati dopo la sconfitta della prima giornata: è una squadra che gioca assieme da poco ma che ha talenti incredibili, anche nel mio ruolo. Temo un po' Fernandez perchè non ho mai marcato ancora un esterno così alto, mentre con Stojkov sarà una bella sfida basata sull'intensità. Il mio obiettivo stagionale è essere convocato per gli Europei Under 20, da perseguire facendo bene di giornata in giornata sia dal punto di vista individuale che di squadra: penso che le potenzialità per lottare per un posto nei playoff ci siano tutte, bisogna solo lavorare per arrivarci, e poi, chissà, tutto è possibile. Il mio giocatore di riferimento è Jasikevicius, per leadership ancora più che per tasso tecnico, mentre quando ero bambino stravedevo per Cavaliero, playmaker come me, e mi sognavo di giocare assieme e prendere il suo posto in serie A con la maglia di Trieste. E' andata diversamente ma sono felice così”

I PRECEDENTI – Nessun precedente: la Leonessa Brescia è arrivata in Legadue lo scorso anno, la Pallacanestro Trieste 2004 quest’anno. Precedenti ci sono stati negli anni ’80 inizio ’90, ma erano altre società

GLI EX – Nessun ex, né per Brescia, ne per Trieste

I COACH – Alberto Martelossi, 46 anni, è nato a Udine il 15 aprile 1966. Dopo la trafila nel settore giovanile del Basket Udine, dove allena anche un giovanissimo Galanda. Dopo le esperienze all’Aurora Desio e alla Nuova Pall. Uidne, trascorre diversi anni a Pavia (dal 1999 al 2004), con la promozione in Legadue nel 2000/2001 e tante partecipazioni ai play off di Legadue. Da Pavia a Roseto prima come vice poi come capo con 12 presenze in AQ1, di nuovo a Pavia nel ’06-07, l’anno dopo a Imola, una parentesi in A dilettanti a Barcellona, poi nella stagione ‘10/11 di nuovo in Legadue a Ferrara (ottenendo una birllante salvezza) che, in qualche modo, era nel suo destino: la moglie Samantha Gori, ex cestista professionista, ha infatti giocato per tre stagioni negli anni ’90 nell’allora Copma Ferrara. Lo scorso anno ha guidato la Tezenis Verona alla salvezza Tra i maestri di Martelossi ci sono Bardini, Blasone e Scariolo; senza i loro consigli, sarebbe probabilmente diventato un arbitro, ruolo nel quale prometteva assai bene. Quando non pensa agli schemi corre in bicicletta, o prepara viaggi enogastronomici. Eugenio Dalmasson è a Mestre nel giugno del 1957, inizia nelle giovanili dei Bears Mestre, con cui conquista due titoli italiani in cinque anni di settore giovanile (nelle categorie Propaganda e Allievi), cui fanno seguito tre anni da assistente in serie A con Mestre e Udine.Inizia poi l’avventura da capo allenatore: prima in B2 con Asola e Montebelluna e poi nel 1991 approda a Montichiari in B2 con cui raggiunge la promozione. Dopo un altro anno in Lombardia, passa a Firenze con cui arriva alla finale playoff per salire in serie A2, dopo il quarto posto in stagione regolare. Dal 1994 al 1999 allena a Vicenza dove raggiunge per cinque volte i playoff, nel 95 una semifinale playoff, e nell’ultima stagione la promozione in A2. Dal 1999 al 2001 passa a Vigevano (B1) con cui sfiora il successo nei playoff dopo aver vinto la regular season. Nel 99-00 arriva seconda e viene eliminata nella semifinale playoff da Scafati. Dal 2001 al 2006 è a Lumezzane. Al primo anno ottiene la promozione in B1, e dopo essersi salvato ai playout nella prima stagione nella categoria superiore, centra per tre stagioni consecutive l’accesso ai playoff, arrivando per due volte alle semifinali. Dal 2006 alla Reyer: nel primo anno in B1 centra la semifinale playoff, vince la Winter Cup e partecipa alle final four di Coppa Italia. Nel secondo anno conquista la promozione in Legadue come prima squadra assoluta della serie B, battendo in finale Brindisi e ottenendo il titolo di campione d’Italia dilettanti. L’anno successivo ancora alla Reyer e infine passa alla guida della formazione femminile, con cui nel 2009-2010 ha terminato al quarto posto la stagione regolare, e nei playoff ha superato Priolo al primo turno, prima di essere eliminato da Taranto in semifinale. Inoltre la squadra veneziana è arrivata in finale di Coppa Italia, perdendola di misura contro Schio. Nell’agosto 2010 arriva sulla panchina dl Trieste: al primo anno ottiene la salvezza negli spareggi playout contro Molfetta, e nell’ultima stagione dopo un campionato intenso e combattuto ottiene la meravigliosa promozione in Legadue, in un PalaTrieste gremito da settemila spettatori. Sposato con Jolanda, papà di Giulia, 11 anni, nel tempo libero ama seguire un po’ tutti gli sport. La frase con cui commenta lil ritorno di Trieste campionato di Legadue è: “Finalmente siamo tornati a casa”.

GLI ARBITRI – Roberto Pasetto, il fischietto con più presenze del campionato 8>già 736, tra A e Legadue), nato a Padova il 19 agosto 1951, residente a Firenze, professione vigile urbano; Nicola Beneduce, nato a Caserta il 20 dicembre 1973 dove anche risiede, professione ingegnere; Matteo Boninsegna alla sua prima in Legadue, nato il 15 settembre 1981 a Milano e lì residente, professione analista farmaceutico.

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