Day 2 FIBA U18 EuroBasket Trentino 2026

26/07/2026

Ger-Slo

Seconda giornata di FIBA U18 EuroBasket Trentino 2026 tra Trento e Rovereto, con le sedici nazionali pronte a contendersi le migliori posizioni in vista del tabellone della fase a eliminazione diretta, che prenderà il via da mercoledì 29 luglio. Dopo un Day 1 ricco di emozioni e spettacolo, le squadre tornano in campo con l’obiettivo di conquistare un piazzamento favorevole e proseguire il proprio cammino verso il titolo europeo.

Germania 98-88 Slovenia

Ger-Slo

Partenza ad altissimo ritmo nel primo match della seconda giornata di FIBA U18 EuroBasket, con Germania e Slovenia che si rispondono colpo su colpo. A provare il primo allungo è la formazione tedesca, che sfrutta la propria fisicità e, trascinata da Petric e Kroger, chiude il primo quarto avanti 26-17. La Slovenia reagisce e torna fino al -6, ma le ottime percentuali al tiro della Germania le permettono di ristabilire il vantaggio in doppia cifra. Sale poi in cattedra Joksimovic, che guida la rimonta slovena fino al -5, costringendo i tedeschi al timeout. Nel finale di primo tempo una tripla di Danzinger sembra ridare ossigeno alla Germania, ma Joksimovic replica immediatamente e manda le squadre all’intervallo sul 45-42. In avvio di ripresa Anderson firma un ottimo inizio e, insieme al canestro di Kayser, riporta la Germania in doppia cifra di vantaggio sul 62-48. La Slovenia, però, non si arrende e nel finale del terzo quarto ricuce il divario fino al 70-61. Nell’ultimo periodo Stjepanovic riporta gli sloveni sul -6. La Germania tenta un nuovo allungo sul +10, ma a tre minuti dalla sirena Joksimovic e Bojovic firmano il -2, riaprendo completamente la sfida. Nel finale, però, salgono in cattedra Kayser e Anderson: il primo realizza un canestro e poi la tripla del 92-86 a un minuto dalla fine, prima di colpire ancora dall’arco. Stjepanovic prova a tenere viva la Slovenia, ma la Germania gestisce gli ultimi possessi e conquista la vittoria per 98-88. L’MVP è Kayser con 27 punti, 10 rimbalzi e 6 assist per un 37 di valutazione complessiva mentre il migliore per la Slovenia è Joskimovic con 28 punti, 5 rimbalzi e 2 assist.

Danimarca 82-87 Slovacchia

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Di fronte a una Slovacchia in grande spolvero, è Jerome Uagboe a scatenare la reazione danese, mettendo in mostra le sue ottime qualità balistiche (7-4). Il timeout richiesto da coach Rakocevic non riesce a placare la furia dei biancorossi, che a suon di triple allungano fino al 22-7. La capacità dei nordici di correre in campo aperto si rivela inarginabile per gli avversari, che negli istanti finali del primo quarto sprofondano addirittura sul -20, con il tabellone del PalaMarchetti che recita 33-13. A cavallo dei due periodi sale di colpi Drejer, ben spalleggiato dal duo Bomholt-Hjort; dall’altra parte, invece, capitan Randuska si esibisce in un “one-man show”, firmando 14 dei 21 punti totali segnati dalla Slovacchia nella seconda frazione. Non vuole essere da meno Troels Smith, già a quota 4 triple personali all’intervallo. Si va negli spogliatoi sul 57-34. Terza frazione più vivace ed equilibrata, con i “soliti” Uagboe e Randuska a farla da protagonisti. Qualche buona difesa, seguita da altrettante penetrazioni vincenti, dà fiducia alla Slovacchia, che dopo aver toccato il -28 risale fino al 66-54 di metà terzo quarto. La Danimarca sembra sbloccarsi grazie a Ostoft e a Uagboe, ma le due triple consecutive di Kubala riaprono definitivamente i conti e costringono coach Andersson a spendere un altro timeout (69-63). Ultimo periodo meno scintillante, anche complice la crescente pressione. Rybar e compagni ne approfittano per accorciare ulteriormente il divario, mentre la Danimarca non riesce più a segnare: 69-68 a quattro minuti dal termine. A completare l’incredibile rimonta è proprio Kubala, che in fade away manda a bersaglio la conclusione del +2. Il tiro libero di Drejer e il layup di Hjort permettono ai biancorossi di respirare, la quinta tripla di Randuska sigla il 72-74, poi Ostoft schiaccia in contropiede per la nuova parità. Drejer, dopo aver segnato un tiro libero, approfitta di una banale palla persa avversaria per inchiodare il +3 e nel capovolgimento Randuska decide di accontentarsi di un canestro nel cuore dell’area. La Danimarca commette un’infrazione di campo, uno stoico Randuska subisce fallo, ma dalla lunetta fa solo 1/2: si va all’overtime! La Slovacchia parte forte e completa un break di 1-9, approfittando dei numerosi errori a cronometro fermo di Bomholt e di Uagboe. Drejer sblocca i suoi con una penetrazione e Bomholt si fa perdonare appoggiando al tabellone la palla dell’82-86. La reazione biancorossa, però, arriva troppo tardi e non è sufficiente a evitare la sconfitta: la Slovacchia di Bruno Randuska (36 punti e 9 rimbalzi) e di Lukas Kubala (19+15) vince 82-87.

Grecia 81-53 Austria

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Dopo un avvio fulminante della Grecia, che vola subito sul 12-3, arriva la reazione dell’Austria trascinata da Thompson, autore di un grande canestro sulla sirena del primo quarto che riporta i suoi sul -4. Nel secondo periodo la formazione ellenica cambia marcia: Asimenios e Skiros guidano un parziale che vale la doppia cifra di vantaggio e il 46-30 all’intervallo. Nella ripresa l’Austria prova a rientrare con Benczak, ma la Grecia risponde immediatamente tornando sul +15 e poi allungando fino al +22, costringendo gli austriaci al timeout. Al termine del terzo quarto il punteggio è di 67-44. Nell’ultima frazione la Grecia continua a controllare la gara, incrementando ulteriormente il margine fino all’81-53 finale. L’MVP è Chartonas con 12 punti e 10 rimbalzi mentre il migliore per l’Austria è Thompson con 11 punti.

Lettonia 64-58 Estonia

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Nel primo pomeriggio i riflettori del PalaMarchetti sono puntati sul derby baltico tra Lettonia ed Estonia. Gli attacchi faticano a carburare, ma fin dalle primissime battute il match risulta equilibrato e molto combattuto; la situazione di perfetta parità si protrae fino al termine del primo quarto (13-13). Ad accendere gli entusiasmi dei numerosi presenti è la giocata spettacolare di Brutans, che prima ruba palla e poi completa il contropiede con un pregevolissimo “up and under”. Non si fa attendere la risposta di Avdejev, che schiaccia su assist del figlio d’arte Robert Kangur (il padre, Kristjan, ha giocato a Bologna, Varese, Siena e Milano, tra le altre). Sul finire del primo tempo l’Estonia tocca anche il +6 (19-25), però il gioco da 4 di Rotcenkovs riporta a contatto i granata. I cinque punti consecutivi di Cernevskis valgono addirittura il sorpasso della Lettonia, che chiude in vantaggio per 30-28.
La ripresa delle operazioni sorride ai biancocelesti, che nel segno di uno scatenato Adamson e di Kask siglano un prezioso break di 3-9; a suon di tiri liberi i ragazzi di coach Rausberg eguagliano poi il massimo vantaggio (35-41), di fronte a una Lettonia capace di trovare punti soltanto con Kudrjavcevs. Tuttavia, con grande grinta e con la collaborazione del duo Rotcenkovs-Berzin, il numero 9 in maglia bianca riesce a ricucire interamente lo strappo, rimandando il verdetto all’ultimo periodo (43-43). La quarta frazione è avvincente più che mai: i due Vuks colpiscono, Tebelis e Aleksandrovs rispondono, per una partita che continua a rimanere in bilico. Nel finale in volata si riaccende il duello a distanza tra Adamson e Kudrjavcevs, ed è proprio quest’ultimo a spuntarla. Infatti, la Lettonia si impone con il punteggio di 64-58 e conquista così la sua prima vittoria all’interno della manifestazione.

Francia 77-91 Israele

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Nel terzo incontro della BTS Arena il primo tempo scorre sui binari dell’equilibrio. Israele conduce per gran parte dei primi venti minuti trascinata dai 14 punti di Aronov, ma i due liberi finali di Cognet fissano il punteggio sul 39-39 all’intervallo. Al rientro dagli spogliatoi il copione non cambia: le due squadre rispondono colpo su colpo fino a quando, nel finale del terzo quarto, gli israeliani cambiano marcia. Musis e Stoller dominano a rimbalzo offensivo e firmano il break di 8-2 che vale il vantaggio sul 59-69 alla terza sirena. La Francia reagisce con orgoglio e, sospinta da Yimga-Mokouri e Vado, risale fino al 67-71 a cinque minuti dalla fine. Nel momento decisivo, però, sale nuovamente in cattedra Aronov: la stella israeliana prende in mano la gara e realizza 8 punti nel parziale di 12-0 che spezza definitivamente l’equilibrio e lancia la squadra di coach Zilberstein sul +16. La tripla di Gabriel des Bordes serve soltanto a rendere meno pesante il passivo dei Bleu. Finisce 77-91 per Israele. Dopo i 30 punti realizzati contro la Grecia, Aviv Aronov si supera con una prova da 31 punti. Ottima anche la prestazione di David Musis, autore di 25 punti, mentre per la Francia il migliore è Yimga-Mokouri con 20.

Spagna 68-61 Italia

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Nella splendida cornice del PalaMarchetti, pressoché pieno per l’occasione, gli Azzurri partono con le marce alte, scappando subito sull’1-8. La Spagna si riavvicina attraverso i canestri del duo Rodriguez-Fernandez, ma Bellinaso risponde prontamente da oltre l’arco. Dopo una serie di attacchi meno scintillanti, l’Italia torna a muovere la retina grazie alle conclusioni di Abreu e Di Meo. La tripla di Merebashvili consente ai biancorossi di terminare il primo quarto a soli due possessi di distanza (13-18). In apertura di secondo periodo la compagine di coach Garcia cambia marcia e completa un parziale di 10-0, trascinata dal super prospetto Chiek Diallo. Il “trentino” Barra sembra sbloccare l’Italia, che però deve continuare a fare i conti con l’infallibilità al tiro degli ispanici. Un primo tempo a due facce si chiude, dunque, sul 36-26. Le stesse difficoltà si ripresentano anche nella ripresa, nella quale soltanto Bellinaso riesce a trovare con continuità la via del canestro. La Spagna allunga fino al +13, Niang e compagni riaccorciano con grande spirito di sacrificio, ma la tripla di Fernandez sigla il 51-39. Una manciata di tiri liberi di Bottelli e il jumper elegante di Di Meo tengono vive le speranze dell’Italia, che va all’ultima pausa sul 53-46. Gli Azzurri alzano l’asticella nella metà campo difensiva e dall’altra parte trovano punti importanti con Bottelli e Cattapan, quest’ultimo autore della tripla del -4. Nel momento più complicato Gerard Fernandez converte la quarta bomba della sua serata, gelando il pubblico di Rovereto (57-50). Niang stoppa spettacolarmente lo stesso Fernandez, ma a rimbalzo offensivo il solito Diallo trova l’and-one del 62-51 e pone fine alle speranze italiane. 68-61 il risultato finale. Cheickh Niang chiude con 8 punti e 6 assist in 28 minuti di impiego, Barra termina con 5 punti e il 100% dal campo, Federico Cattapan aggiunge una tripla e 2 rimbalzi, mentre Triggiani risponde alla chiamata di coach Sodini portando tanta intensità difensiva e collezionando un recupero.

 

Lituania 90-69 Bulgaria

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Dopo i primi minuti favorevoli alla Bulgaria, è la Lituania a prendere il controllo della partita grazie alle giocate della coppia formata da Zibuda e Aliukonis: il primo colpisce con continuità dall’arco, mentre il secondo domina nel pitturato. I baltici scavano così il primo solco, chiudendo il primo quarto avanti 23-17. La formazione di coach Veselinov prova a reagire con un brillante Kolev, già in doppia cifra nel primo tempo, ma la Lituania continua a comandare il match e ad aumentare il proprio vantaggio. Le triple di Cerneckis, unite al gioco da tre punti di Stombergas, permettono ai gialloverdi di andare all’intervallo lungo sul 44-25. Nella ripresa la Lituania gestisce senza difficoltà il margine accumulato, controllando il ritmo della gara fino al 90-69 finale. MVP dell’incontro è Stombergas, autore di una prestazione completa da 11 punti, 8 rimbalzi e 4 assist, mentre il miglior realizzatore della Bulgaria è Poppo, che chiude con 29 punti.

Serbia 53-57 Turchia

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L’avvio di gara sorride alla Turchia, che approfitta delle bassissime percentuali avversarie per ritagliarsi immediatamente un discreto margine (5-13). La forbice si allarga in chiusura di primo periodo, con la Serbia che sprofonda sul 10-22. La seconda frazione è più equilibrata: i biancoblù provano a tornare in sella con le invenzioni di Bikic e Roganovic, la Turchia replica prontamente affidandosi a Pinar (16-26). Anche in questo caso le difese hanno la meglio sugli attacchi: i secondi dieci minuti terminano con un parziale di 10-11, per il 20-33 complessivo. Al rientro dagli spogliatoi la Serbia approccia meglio la partita, mettendo grande intensità nella metà campo difensiva e arrestando così l’attacco di Karutasu e compagni. Tornati anche sul -8, i ragazzi di coach Ocokoljic vengono riallontanati da una scarica di Demir Ozturk, bravo a farsi trovare pronto nel momento del bisogno (27-41). Al trentesimo il tabellona recita 30-44. Le triple di Danilovic – altro figlio d’arte – e le magie di Susic rilanciano la rimonta dei serbi, che qualche minuto più tardi completano l’opera: Karalic, dimenticato nel cuore dell’area, appoggia il -1, poi lo stesso Susic sfrutta l’assist di Bikic per firmare il sorpasso (45-44). L’astinenza turca termina con la tripla di Karutasu, seguita dai tiri liberi con cui Fenemen ripristina i due possessi di vantaggio; da lì in poi i turchi non si voltano più indietro, fino al 53-57 finale.